Nel caso di edificio in condominio, la decorrenza della prescrizione del diritto del condomino - locatore al rimborso degli oneri accessori decorre dalla data in cui l'assemblea approva il bilancio consuntivo annuale, atteso che solo in tale momento sorge il diritto del condominio verso il condomino e, correlativamente, il credito verso il conduttore.
Invece, nell'ipotesi del locatore unico proprietario - che ha la gestione diretta delle spese per la fornitura dei servizi accessori nell'ambito dei rapporti di locazione intrattenuti con i conduttori delle singole unità immobiliari che compongono l'edificio, ed è portato in grado di quantificare l'entità complessiva della spesa sostenuta nel corso dell'anno, nel momento in cui conclude la gestione dell'esercizio, e di stabilire quindi gli importi dovuti dai singoli conduttori -, la data di decorrenza della prescrizione del diritto al rimborso degli oneri accessori posti, per legge o per contratto, a carico del conduttore, deve essere individuata in quella di chiusura della gestione annuale dei servizi accessori, secondo la cadenza con cui questa in concreto si svolge nell'ambito del rapporto di locazione.

 

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Nelle locazioni di immobili urbani adibiti ad attivita' commerciali, la subordinazione, ai sensi della L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 34 (e, in regime transitorio, ex art. 69 della medesima legge), della esecuzione del provvedimento di rilascio dell'immobile locato al pagamento della indennita' di avviamento, non esclude la permanenza dell'obbligo del conduttore di continuare a pagare il canone fino alla riconsegna del bene, anche se costui abbia cessato di utilizzarlo e si sia limitato a detenerlo, salvo che, con comportamento conformato alla buona fede, egli ne abbia offerto - anche attraverso modalita' non formali (art. 1220 cod. civ.), purche' serie, concrete e tempestive - la restituzione al locatore.

 

Cassazione Penale, Sezione I, 02/01/2009 n 26

 
 

FATTO E DIRITTO

 

Il Tribunale di Arezzo condannava P.M.S. alla pena di Euro 200,00 di ammenda per il reato di cui all'art. 659 c.p., comma 1, in quanto, tenendo in orario notturno la televisione molto alta, facendo rumori con oggetti, accendendo altri elettrodomestici rumorosi, come la lavatrice, e litigando a voce alta col figlio disturbava il riposo delle persone che abitavano nel suo condominio.

 

Osservava che fonte di prova era la vicina che abitava al piano superiore la quale aveva riferito che tali rumori disturbavano la propria figlia gravemente ammalata, tanto che in piu' occasioni aveva dovuto chiedere l'intervento della guardia medica. Riteneva irrilevante che altro teste, abitante nel condominio, avesse riferito di non aver di che lamentarsi e che non voleva occuparsi di tali cose; infatti la molestia dei rumori doveva essere idonea in se a recare disturbo, anche se alcuni non se ne lamentavano.

 

Avverso la decisione presentava ricorso l'imputata deducendo manifesta illogicita' della motivazione in quanto non si era raggiunta la prova della molestia vista la genericita' dei riferimenti della persona offesa sull'entita' dei rumori, sull'orario degli stessi e sulla durata del comportamento. La Corte preliminarmente ritiene che la sentenza debba essere annullata senza rinvio perche' il reato e' estinto per intervenuta prescrizione; infatti il reato e' stato commesso in data 20 ottobre 2003 e il termine massimo e' maturato in data 20 aprile 2008 e non ricorrono i presupposti per il proscioglimento nel merito.

 

P.Q.M.

 

La Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata perche' il reato e' estinto per intervenuta prescrizione.

L'art. 1102 cod. civ. vieta al singolo partecipante di attrarre la cosa comune nell’orbita della propria disponibilità esclusiva mediante un uso particolare e l'occupazione totale e stabile e di sottrarlo in tal modo alle possibilità attuali e future di godimento degli altri contitolari, estendendosi il diritto di ciascuno nei limiti della quota su tutta la cosa

(Nella fattispecie il condomino non poteva utilizzare in via esclusiva la canna fumaria anche se dismessa).

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Cassazione Civile, Sezione II, 3 dicembre 2008, n. 28734

Il sindacato dell'Autorità giudiziaria sulle delibere delle assemblee condominiali non può estendersi alla valutazione del merito ed al controllo del potere discrezionale che l'assemblea esercita quale organo sovrano della volontà dei condomini, ma deve limitarsi al riscontro della legittimità che, oltre ad avere riguardo alle norme di legge o del regolamento condominiale, deve comprendere anche l'eccesso di potere, ravvisabile quando la decisione sia deviata dal suo modo di essere, perché in tal caso il giudice non controlla l'opportunità o la convenienza della soluzione adottata dalla delibera impugnata, ma deve stabilire solo che essa sia o meno il risultato del legittimo esercizio del potere discrezionale dell'organo deliberante.

Cassazione civile, Sezione II, 1 ottobre 2008 n. 24391

In materia di condominio degli edifici, il giudizio promosso dall'amministratore nei confronti dei condomini per inibire loro l'uso dell'autorimessa volto ad ottenere "ordinanza inibitoria dell'uso delle autorimesse da parte dei proprietari" a seguito di intervento dei Vigili del Fuoco che ne avevano dichiarato l'inidoneita' a tale destinazione d'uso, rientra tra gli atti conservativi inerenti alle parti comuni dell'edificio; infatti il potere-dovere di compiere atti conservativi riconosciuto all'amministratore di condominio ex artt. 1130 e 1131 c.c., si riflette sul piano processuale, nella facolta' di chiedere tra l'altro le necessarie misure cautelari.

Ne' puo' fondatamente affermarsi che la suddetta azione non poteva essere proposta in quanto tendente ad ottenere provvedimenti pregiudizievoli degli interessi e limitativi dei diritti individuali della maggioranza dei condomini rappresentati dallo stesso amministratore; in realta' ai sensi degli artt. 1130 e 1131 c.c., l'amministratore del condominio e' legittimato senza la necessita' di una specifica autorizzazione assembleare ad agire in giudizio nei confronti dei singoli condomini e di terzi anche al fine di compiere gli atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell'edificio

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Cassazione Civile, Sezione II, 18 dicembre 2008 n. 29726

In caso di sanzione comminata all'amministratore per l'omessa esposizione della prescritta tabella nella centrale termica anche se strappata a sua insaputa, non ricorre alcun radicale vizio logico nella sentenza della Corte d'Appello che non ha accolto la domanda di rimborso contro il condominio per la somma pagata, essendo il ragionamento svolto dal Giudice - secondo cui l'assenza della tabella, sanzionata dall'autorità amministrativa, era in ogni caso responsabilità dell'amministratore - sufficientemente chiaro e comprensibile

Commissione accesso documenti amministrativi, Plenum del 25/11/2008

Ricorrente: Condominio Primavera

contro

Amministrazione resistente: Comune di .................,

FATTO

L’amministratore del Condominio Primavera di via ................ del comune di ................., il 25 luglio 2008, ha presentato all’amministrazione comunale istanza di accesso alla pratica amministrativa concernente l’istanza di permesso a costruire in sanatoria, presentata dal condomino ................., a seguito del condono della trasformazione del locale box in un vano abitabile.

 

Specifica il ricorrente che il condomino ................., proprietario del box n. 7 e della relativa cantina identificata con lettera “a”, posti nel piano interrato dell’edificio, ha trasformato il locale box in un vano abitabile e sostituito l’originaria apertura per autoveicoli con una porta blindata. A seguito di tali modifiche il condominio ricorrente ha intimato ................. a ripristinare lo stato dei luoghi al momento del collaudo dell’immobile; tuttavia, non avendo il condomino provveduto ad eliminare le modifiche apportate, il condominio ricorrente ha chiesto al comune di ................., alla A.S.L. Alla provincia di Foggia ed al Comando dei Vigili del Fuoco di intervenire al fine di verificare la legittimità della condotta del condomino ed, eventualmente, di adottare gli opportuni provvedimenti. Poiché, nonostante la richiesta del condominio di emanazione di un’ordinanza di ripristino della originaria destinazione del box, l’amministrazione comunale non ha provveduto ad adottare alcun provvedimento, il ricorrente ha presentato l’istanza di accesso precedentemente indicata.

 

Avverso il silenzio rigetto l’amministratore del condominio Primavera, ha presentato ricorso, ai sensi dell’articolo 25, legge n. 241 del 1990, alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, ed ha chiesto di annullare il diniego tacito e di ordinare al comune di ................. l’accesso i documenti su indicati.

 

DIRITTO

La Commissione rileva, preliminarmente, la propria incompetenza rispetto al ricorso in esame.

In base al combinato disposto dell’articolo 25, comma 4, della legge n. 241 del 1990 con l’art. 12 del d.P.R. n. 184 del 2006 questa Commissione è competente a decidere sui ricorsi presentati dal destinatario di un provvedimento di diniego di accesso ovvero, in caso di determinazione che consente l’accesso, presentati dal soggetto controinteressato, a condizione, però, che l’amministrazione decidente partecipi delle caratteristiche proprie di quelle centrali e periferiche dello Stato.

 

Qualora, viceversa, si tratti di impugnare un provvedimento emanato da un’amministrazione comunale, il ricorso, ai sensi del citato articolo 25, deve essere presentato al Difensore Civico competente per ambito territoriale. Nel caso di specie non v’è, quindi, dubbio che a decidere dei ricorsi avverso le determinazioni del comune di ................. sia competente non questa Commissione bensì il Difensore Civico.

PQM

La Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, esaminato il ricorso, lo dichiara inammissibile, per incompetenza.

Nessuna norma vieta che, ai fini di una sollecita e puntuale gestione dell'amministrazione condominiale, in attesa dell'approvazione del bilancio preventivo, l'assemblea deliberi di autorizzare l'amministratore a chiedere ai condomini pagamenti provvisori, con riserva di conguaglio sulla base del bilancio approvato e tenuto conto dei valori millesimali attribuiti a ciascuna proprietà individuale.
Trattasi di materia affidata al potere discrezionale dell'assemblea.

Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112 (in Suppl. Ord., n. 152, alla Gazz. Uff. 25 giugno 2008, n. 147) convertito, con modificazioni, nella Legge 6 agosto 2008, n. 133 (in Suppl. Ord., n. 196, alla Gazz. Uff. 21 agosto 2008, n. 195).

 

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria

 

omissis

 
 

Art. 24. Taglia-leggi.

 

1. A far data dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto (1) sono o restano abrogate le disposizioni elencate nell'Allegato A e salva l'applicazione dei commi 14 e 15 dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246.
1-bis. Il Governo individua, con atto ricognitivo, le disposizioni di rango regolamentare implicitamente abrogate in quanto connesse esclusivamente alla vigenza degli atti legislativi inseriti nell'Allegato A.

 
 

(1) a decorrere quindi dal 22/12/2008

 
 

omissis

 
 

Art. 85. Entrata in vigore.

 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 
 
 

omissis

 

ALLEGATO 6: Allegato A - Disposizioni abrogate ex articolo 24 (Anni 1969 - 1996)

 
 

omissis

2740. Legge 841 del 22/12/1973: proroga dei contratti di locazione e di sublocazione degli immobili urbani e degli immobili destinati ad uso di albergo, pensione e locanda

omissis